Festa della Repubblica, l'Inno di Mameli eseguito dai ragazzi della ''Vittorio Alfieri''

Bellissima iniziativa realizzata dagli studenti dell’Istituto comprensivo “Vittorio Alfieri” di Crotone che, per celebrare la Festa della Repubblica, hanno dato vita a un’esecuzione sincrona e condotta ciascuno dalla propria abitazione dell’Inno di Mameli, scritto a Genova nel settembre del 1847. L’iniziativa fortemente caldeggiata dalla dirigente scolastica Antonella Romeo, ha registrato il supporto degli insegnanti di strumento musicale professori Rosa Franco (flauto), Donatella Lisena (violino), Giuseppe Scavelli (chitarra) e Luca Campana (pianoforte).

«I giovani – riferisce una nota –, iscritti dalla classe I alla classe III della Scuola secondaria di I grado, si sono distinti per la serietà e la “professionalità” con cui si sono misurati con un brano fortemente evocativo e ricco di significato, soprattutto nella ricorrenza storica del 2 giugno, ma anche in relazione alla fase che il Paese sta attraversando, avviandosi, si spera, alla normalità. È stato un vero e proprio trait d'union tra passato e presente il Canto degli Italiani, che, con la sua melodia ritmata, ha accompagnato tante giornate difficili del lockdown, diffondendosi dalle finestre aperte dalle case e infondendo forza d’animo e fiducia. I 27 piccoli musicisti hanno dato prova di sensibilità musicale nell’interpretare un pezzo che non è facile: non è una marcetta, ma va cadenzato con il giusto vigore. Vedere la perfetta armonizzazione di tanti componenti, fisicamente lontani, ma spiritualmente coesi, costituisce senz’altro motivo di soddisfazione per gli educatori. La musica come efficace mezzo di propaganda delle idee, specialmente quelle relative all’educazione civica, possiede una forza intrinseca incommensurabile. Basti guardare la dedizione con cui ciascun alunno ha contribuito da solo ma insieme agli altri alla riuscita del progetto. Proprio come dovrebbe essere nella società: il singolo lavora per sé stesso, ma anche in sincronia e soprattutto in funzione della socialità».

Festa della Repubblica, l'Inno di Mameli eseguito dai ragazzi della ''Vittorio Alfieri''

Festa della Repubblica, l'Inno di Mameli eseguito dai ragazzi della ''Vittorio Alfieri''

Bellissima iniziativa realizzata dagli studenti dell’Istituto comprensivo “Vittorio Alfieri” di Crotone che, per celebrare la Festa della Repubblica, hanno dato vita a un’esecuzione sincrona e condotta ciascuno dalla propria abitazione dell’Inno di Mameli, scritto a Genova nel settembre del 1847. L’iniziativa fortemente caldeggiata dalla dirigente scolastica Antonella Romeo, ha registrato il supporto degli insegnanti di strumento musicale professori Rosa Franco (flauto), Donatella Lisena (violino), Giuseppe Scavelli (chitarra) e Luca Campana (pianoforte).

«I giovani – riferisce una nota –, iscritti dalla classe I alla classe III della Scuola secondaria di I grado, si sono distinti per la serietà e la “professionalità” con cui si sono misurati con un brano fortemente evocativo e ricco di significato, soprattutto nella ricorrenza storica del 2 giugno, ma anche in relazione alla fase che il Paese sta attraversando, avviandosi, si spera, alla normalità. È stato un vero e proprio trait d'union tra passato e presente il Canto degli Italiani, che, con la sua melodia ritmata, ha accompagnato tante giornate difficili del lockdown, diffondendosi dalle finestre aperte dalle case e infondendo forza d’animo e fiducia. I 27 piccoli musicisti hanno dato prova di sensibilità musicale nell’interpretare un pezzo che non è facile: non è una marcetta, ma va cadenzato con il giusto vigore. Vedere la perfetta armonizzazione di tanti componenti, fisicamente lontani, ma spiritualmente coesi, costituisce senz’altro motivo di soddisfazione per gli educatori. La musica come efficace mezzo di propaganda delle idee, specialmente quelle relative all’educazione civica, possiede una forza intrinseca incommensurabile. Basti guardare la dedizione con cui ciascun alunno ha contribuito da solo ma insieme agli altri alla riuscita del progetto. Proprio come dovrebbe essere nella società: il singolo lavora per sé stesso, ma anche in sincronia e soprattutto in funzione della socialità».